martedì 21 giugno 2011

Da lontano
Qualche volta, piano piano, quando la notte
si raccoglie sulle nostre fronti e si riempie di silenzio,
e non c’è piú posto per le parole,
e a poco a poco si raddensa una dolcezza intorno
come una perla intorno al singolo grano di sabbia,
una lettera alla volta pronunciamo un nome amato
per comporre la sua figura; allora la notte diventa cielo
nella nostra bocca, e il nome amato un pane caldo, spezzato.
Pierluigi Cappello






sabato 4 giugno 2011

AZ 626
Ora che le nubi ci lasciano vedere
per intero la curva della terra, nella forma
dei sobborghi senza forma dove dovremo vivere,
ascolto il flusso del sangue nella cuffia alla fine della musica
guardando i mondi degli altri che si incrociano col mio, le loro reti
di paura e desiderio dentro il tubo fragilissimo -
o i gesti che li legano al presente
quando fissano il ghiaccio sul lago inverosimile,
la nostra vita umana otto chilometri più in basso.
Ora so che non ha senso rompere
la miopia che ci fa esistere, vedo diversamente
le monadi che ci proteggono, le loro trame nel disordine;
seguo le macchie di luce che il sole
getta sul paesaggio, il cielo puro e indifferente.

Guido Mazzoni


Foto: Bastienne Schmidt

domenica 22 maggio 2011


Due corpi



Due corpi, uno di fronte all'altro,

sono a volte due onde

e la notte è oceano.



Due corpi, uno di fronte all'altro,

sono a volte due pietre

e la notte deserto.



Due corpi, uno di fronte all'altro,

sono a volte radici

nella notte intrecciate.



Due corpi, uno di fronte all'altro,

sono a volte coltelli

e la notte lampo. 

(Octavio Paz)



mercoledì 18 maggio 2011

domenica 15 maggio 2011

"Si dice che ogni persona è un'isola,

e non è vero,

ogni persona è un silenzio,

questo sì,

un silenzio,

ciascuna con il proprio silenzio,

ciascuna con il silenzio che è."


"Si dice che..."  ( José Saramago)








martedì 10 maggio 2011

Foglie

Foglie gialle
amici per la pelle
foglie ocra
c'è qualche piccola crepa
foglie rosse
due persone come noi
mai più le stesse
foglie marroni
diventeremo più buoni
foglie arancioni
scappiamo via lontano
e come ti ho scritto
già
teniamoci per mano
foglie amaranto
non voglio il pianto.

Ma all'improvviso
è arrivato.
Dopo l'averti
veramente
amato.

Cinzia Luigia Cavallaro

sabato 7 maggio 2011

Spettro Marino


La sera che siamo tornati per incontrarci
 per la prima volta con nostra madre
dopo il funerale di nostro padre,
sedeva in salotto
su una poltrona insolita per lei, non presso il caminetto.

I capelli imbiancati, assottigliati,
 i tratti trasformati in ossi di seppia,
gli occhi infossati.

Ci siamo baciati e ci siamo diretti traversando la moquette
color rosso fondo a disegni verso il caminetto.

A volte anche il pescatore più incallito
vede quel che c'è nella rete, si volta,
dice: per Dio, rigettalo in mare.

Brian Lynch