domenica 21 agosto 2011

IL MORSO

Solo il morso a tradimento
alla tua mano offerta alla carezza
t'innamora.
E ti vergogni del desiderio
che si riaccende
se è negato,
che si rinnova
se ti ritrovi a guardare
te stesso che si guarda desiderare,
specchio d'una perfezione originaria,
prima che baci e abbracci rovinassero
nella nostalgia dello sguardo
che ancora non sa la risposta
e dubita e trema e s'abbassa
per paura del sì.


Roberto Pazzi - Terme di Comano, 19 settembre 1997 






Foto: Min Byung-Hun

lunedì 15 agosto 2011

Morii per la Bellezza - ma ero appena
Sistemata nella Tomba
Quando Uno che morì per la Verità, fu adagiato
In una Stanza adiacente -
Mi domandò silenziosamente "Perché sei mancata?"
"Per la Bellezza", risposi -
"Ed io - per la Verità - Esse sono Una cosa sola -
Noi siamo Fratelli", disse -
E così, come Congiunti, incontratisi di Notte -
Conversammo fra le Stanze -
Finché il Muschio raggiunse le nostre labbra -
E ricoprì - i nostri nomi –



giovedì 28 luglio 2011

Pare il successo dolcissimo
a chi non l’ha conosciuto.
Solo chi ne sa doloroso il bisogno
conosce il sapore di un nettare.

Non uno della Folla purpurea
che oggi ha conquistato la bandiera
saprà con tanta chiarezza
dire ciò che vittoria è

come chi- nell'agonia
dell'esclusione -battuto- sente risuonare
dilacerato e preciso
lo stridore lontano del trionfo.

(Emily Dickinson, 1859)


Foto: Samuel Rodriguez 

domenica 3 luglio 2011

Io sono spaccata, io sono nel passato prossimo, 
io sono sempre cinque minuti fa, 
il mio dire è fallimentare, 
io non sono mai tutta, mai tutta, io appartengo 
all'essere e non lo so dire, non lo so dire, 
io appartengo e non lo so dire, non lo so dire, 
io appartengo all'essere, all'essere e non lo so dire 

io sono senza aggettivi, io sono senza predicati, 
io indebolisco la sintassi, io consumo le parole, 
io non ho parole pregnanti, io non ho parole 
cangianti, io non ho parole mutevoli, 
io non disarticolo, non ho parole perturbanti, 
io non ho abbastanza parole, le parole mi si 
consumano, io non ho parole che svelino, io non ho 
parole che riposino, 
io non ho mai parole abbastanza, mai abbastanza 
parole, mai abbastanza parole 

ho solo parole correnti, ho solo parole serie, 
ho solo parole di mercato, ho solo parole 
fallimentari, ho solo parole deludenti, 
ho solo parole che mi deludono, 
le mie parole mi deludono, sempre mi deludono 
sempre sempre mi deludono, sempre mi mancano 

io non sono mai tutta, mai tutta, io appartengo 
all'essere e non lo so dire, non lo so dire, io 
appartengo e non lo so dire, non lo so dire, 
io appartengo all'essere, all'essere e non lo so dire 

oh! ascolto! 
oh! pazienza dell'udire! 
oh! udire! udire! 
oh! totalità! 
oh! parola piena! 
oh! perdita! 
oh! perdita che mi caratterizzi! 
oh! solitudine da cui parlo! 
oh! essere! oh! esserci! 
oh! cosa che non ti consumi! 
oh! il tutto che ho dimenticato! 
oh! discorso che non puoi essere tradito! 
oh! discorso che non puoi essere tramandato! 
oh! discorso che non puoi essere articolato! 
oh! sapere! oh! verità! 
oh! cangiante, tu, mutevole, tu sempre incinta! 
oh! intelligenza dei sentimenti! 
oh! il mondo della vita! 

Mariangela Gualtieri, Fuoco Centrale, Bologna, I quaderni del Battello Ebbro, 1995


martedì 21 giugno 2011

Da lontano
Qualche volta, piano piano, quando la notte
si raccoglie sulle nostre fronti e si riempie di silenzio,
e non c’è piú posto per le parole,
e a poco a poco si raddensa una dolcezza intorno
come una perla intorno al singolo grano di sabbia,
una lettera alla volta pronunciamo un nome amato
per comporre la sua figura; allora la notte diventa cielo
nella nostra bocca, e il nome amato un pane caldo, spezzato.
Pierluigi Cappello






sabato 4 giugno 2011

AZ 626
Ora che le nubi ci lasciano vedere
per intero la curva della terra, nella forma
dei sobborghi senza forma dove dovremo vivere,
ascolto il flusso del sangue nella cuffia alla fine della musica
guardando i mondi degli altri che si incrociano col mio, le loro reti
di paura e desiderio dentro il tubo fragilissimo -
o i gesti che li legano al presente
quando fissano il ghiaccio sul lago inverosimile,
la nostra vita umana otto chilometri più in basso.
Ora so che non ha senso rompere
la miopia che ci fa esistere, vedo diversamente
le monadi che ci proteggono, le loro trame nel disordine;
seguo le macchie di luce che il sole
getta sul paesaggio, il cielo puro e indifferente.

Guido Mazzoni


Foto: Bastienne Schmidt

domenica 22 maggio 2011


Due corpi



Due corpi, uno di fronte all'altro,

sono a volte due onde

e la notte è oceano.



Due corpi, uno di fronte all'altro,

sono a volte due pietre

e la notte deserto.



Due corpi, uno di fronte all'altro,

sono a volte radici

nella notte intrecciate.



Due corpi, uno di fronte all'altro,

sono a volte coltelli

e la notte lampo. 

(Octavio Paz)