Intendiamoci, mia moglie non se ne è mai andata. Ma è quest'ansia di quando lei è fuori, di quando lei è fuori con i miei bambini che mi consuma. E allora mi affido alla letteratura, e alla fotografia. Che però mi accrescono l'ansia. Forse è una cura omeopatica.
lunedì 5 marzo 2012
L' uomo pubblico
L'ho sentito
al mattino, prima del risveglio,
gemere e lamentarsi
Di giorno
conduce e risolve questioni di portata mondiale
e si fa carico dei problemi del popolo
Di giorno
decide risolutamente
dei destini della gente
ma fino a tarda notte
stende una pomata che brucia
sulla sua ferita ardente
Mentre ne cura una
ne apre un'altra che pulsa
L' ho sentito
quant' è vero Dio
gemere e lamentarsi
al mattino.
Abdulah Sidran
mercoledì 8 febbraio 2012
11
Succede di tutto quando il mescal che bevi è troppo.
Una sera che non avevo mangiato niente
lui continuava a offrirmi da bere. Sono, purtroppo
una tipa che quasi si innamora se si sente riconoscente,
e visto che lui era un gran fico e un sacco
generoso, il minimo che potessi fare,
la bella e la bestia, sale e limone – dolci leopardi di Bacco –
forte e tenero, come più ti piace, fu di farmi baciare,
e quando è arrivato il suo amico mi sentivo così poco pignola
e così generosa che mi sono fatta baciare anche dal nuovo venuto.
È il verme che c’è dentro, ha chiesto allora il compare,
che ti fa fare le cose che ti fa fare?
Non so se intendesse il verme o il tarlo: quello bevuto
nel mescal, o quello che mi rode dentro quando sono sola?
Moira Egan
sabato 14 gennaio 2012
Nevicata con cane
Erano asterischi di cristallo
ad azzerare il fondo della strada, e noi con loro,
ci accarezzava picchiando
sui cappelli a dirci basta, tramutatevi,
non lasciate che tutto questo bianco vi riassorba,
perfino il cane zoppo che vi scorta
puó darsi insegua un'altra idea di sè, più sana,
mentre saltella infreddolito fra le case
e voi che passeggiate accosto ai muri
cercando nelle cose della terra
l'assoluto …
Massimo Morasso
giovedì 29 dicembre 2011
In the Morning you Always come Back
Lo spiraglio dell'alba
respira con la tua bocca
in fondo alle vie vuote.
Luce grigia i tuoi occhi,
dolci gocce dell'alba
sulle colline scure.
Il tuo passo e il tuo fiato
come il vento dell'alba
sommergono le case.
La città abbrividisce,
odorano le pietre
sei la vita, il risveglio.
Stella sperduta
nella luce dell'alba,
cigolio della brezza,
tepore, respiro
è finita la notte.
Sei la luce e il mattino.
Cesare Pavese
respira con la tua bocca
in fondo alle vie vuote.
Luce grigia i tuoi occhi,
dolci gocce dell'alba
sulle colline scure.
Il tuo passo e il tuo fiato
come il vento dell'alba
sommergono le case.
La città abbrividisce,
odorano le pietre
sei la vita, il risveglio.
Stella sperduta
nella luce dell'alba,
cigolio della brezza,
tepore, respiro
è finita la notte.
Sei la luce e il mattino.
Cesare Pavese
giovedì 22 dicembre 2011
ALLE 3 DI NOTTE
ALLE 3 DI NOTTE
E quando il mio cellulare vibra al buio,
l’occhio verde, alieno, che sbatte e mi sveglia
mi sommuove appena. Il mio passato, prossimo, remoto,
a quest’ora non mi lascia sfuggire.
E’ sbronzo, solo, vuole sentire la mia voce,
anche se penso potrebbe svegliare la moglie
e con lei in persona soddisfare quelle voglie
che gli piace dire gli piacerebbe soddisfare con me.
La notte può scendere pesante, credo lo si sappia,
lenzuola attorte addosso come un cappio.
Non ho più l’età per queste stronzate, di notte o di giorno,
né per essere la sua musa da telefono porno.
Gli dico che non posso parlare, sono in compagnia.
Davvero, queste notti vado a letto con la mia poesia.
(Moira Egan)
E quando il mio cellulare vibra al buio,
l’occhio verde, alieno, che sbatte e mi sveglia
mi sommuove appena. Il mio passato, prossimo, remoto,
a quest’ora non mi lascia sfuggire.
E’ sbronzo, solo, vuole sentire la mia voce,
anche se penso potrebbe svegliare la moglie
e con lei in persona soddisfare quelle voglie
che gli piace dire gli piacerebbe soddisfare con me.
La notte può scendere pesante, credo lo si sappia,
lenzuola attorte addosso come un cappio.
Non ho più l’età per queste stronzate, di notte o di giorno,
né per essere la sua musa da telefono porno.
Gli dico che non posso parlare, sono in compagnia.
Davvero, queste notti vado a letto con la mia poesia.
(Moira Egan)
domenica 18 dicembre 2011
Champignons
Li incontriamo nel bosco, su una radura:
due spedizioni nel crepuscolo che mute
si osservavano. Tra di noi nervoso
il telegrafico ronzio dello sciame di zanzare.
mia nonna era famosa per via della ricetta
degli champignons farcis. L' ha chiusa con sé nella
sua tomba. Tutto ciò che è buono, diceva,
va riempito di se stesso e poco più.
in cucina poco dopo tenevamo
i funghi all'orecchio e ruotavamo il gambo
in attesa del leggero scatto interno,
alla ricerca della giusta combinazione.
Jan Wagner
lunedì 5 dicembre 2011
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