Visualizzazione post con etichetta Moira Egan. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Moira Egan. Mostra tutti i post

mercoledì 8 febbraio 2012

11

Succede di tutto quando il mescal che bevi è troppo.
Una sera che non avevo mangiato niente
lui continuava a offrirmi da bere. Sono, purtroppo
una tipa che quasi si innamora se si sente riconoscente,
e visto che lui era un gran fico e un sacco
generoso, il minimo che potessi fare,
la bella e la bestia, sale e limone – dolci leopardi di Bacco –
forte e tenero, come più ti piace, fu di farmi baciare,
e quando è arrivato il suo amico mi sentivo così poco pignola
e così generosa che mi sono fatta baciare anche dal nuovo venuto.
È il verme che c’è dentro, ha chiesto allora il compare,
che ti fa fare le cose che ti fa fare?
Non so se intendesse il verme o il tarlo: quello bevuto
nel mescal, o quello che mi rode dentro quando sono sola?

Moira Egan


giovedì 22 dicembre 2011

ALLE 3 DI NOTTE

ALLE 3 DI NOTTE


E quando il mio cellulare vibra al buio,
l’occhio verde, alieno, che sbatte e mi sveglia
mi sommuove appena. Il mio passato, prossimo, remoto,
a quest’ora non mi lascia sfuggire.


E’ sbronzo, solo, vuole sentire la mia voce,
anche se penso potrebbe svegliare la moglie
e con lei in persona soddisfare quelle voglie
che gli piace dire gli piacerebbe soddisfare con me.


La notte può scendere pesante, credo lo si sappia,
lenzuola attorte addosso come un cappio.
Non ho più l’età per queste stronzate, di notte o di giorno,
né per essere la sua musa da telefono porno.


Gli dico che non posso parlare, sono in compagnia.
Davvero, queste notti vado a letto con la mia poesia.


(Moira Egan)

domenica 18 settembre 2011

Invidia del contrabbasso


Invidia del contrabbasso

Lo guardo che riposa,
il contrabbassista,
e come l'ammanta (certo, è una lei), spontaneo come l'amante
che sistema un maglione sulle spalle
dell'amata.

Poi si risolleva
e la fa entrare, cantando;
la carezza uniforme dell' archetto
sulle corde di minugia, nel vibrato
galleggiano gli accordi, il basso geme.

Glissando, su e giù lungo la gola di lei,
le note si elidono, scivolano presto
nelle successive, il corpo di mogano e il testo
letto da dita istruite che conoscono bene
il braille di Bach & Schumann.

Possente, protratto,
pizzica  il do basso a corda libera
e ciascuna donna lì seduta
sa che ogni innocenza è perduta.

Moira Egan