martedì 19 marzo 2013


Non lo so con certezza, ma immagino
che una donna e un uomo
un giorno si innamorano,
rimangono soli poco a poco,
qualcosa nei loro cuori dice loro che sono soli,
soli sulla terra si penetrano,
vanno uccidendosi l'un l'altro
Tutto accade in silenzio. Come
si forma la luce dentro l'occhio.
L'amore unisce corpi.
In silenzio vanno riempiendosi l'un l'altro.
Un giorno si svegliano, sopra le loro braccia.


Pensano allora che sanno tutto.
Si vedono nudi e sanno tutto.

(Non lo so con certezza. Lo immagino)

Jaime Sabines

sabato 13 ottobre 2012


(Non siamo in cielo meno)

Non siamo in cielo meno
di quelle stelle



chiudi gli occhi:  e il mondo

è escluso, dico io
è incluso, dici tu



è mondo ciò che deve essere protetto

custodito e traslato
dall'esterno all'interno della sera


e ciò che di notte

va facilmente smarrito


è un’inattesa serata con diapositive,

dici tu, lingua, sortilegio
e noi le centrali elettriche
perennemente a produrre luce


sono stelle, dico io, gemme

per gente che raramente resta casa


Marion Poschmann 






Foto: Elena Oganesyan

giovedì 4 ottobre 2012

Silenziosa, svettante,
la luce del primo autunno
ha brillato fuori dalla finestra.


Mi manchi.

Ryszard Krynicki



giovedì 26 luglio 2012




Solitudine


Sono scesa sulla spiaggia
a rincorrere un’ombra.

Soltanto folate di vento
arrivano
a strapparle dei lembi.

Allora salgo su una barca
e avviticchio
ostinatamente parole
ad un’ancora.

Non mi risponde
che la voce del mare.

Ma parliamo
lingue diverse.

                   
Vera Bianchini

Foto: Bernard Plossu

sabato 26 maggio 2012

Tutte le somiglianze




sono uguali
nei nostri confronti  
la notte  si mostra
disponibile
quando tu parli
non posso   che parlare
quando taci 
il silenzio diventa comprensibile
quando il caldo entra da fuori
non abbiamo nessuno di fronte
costretti l’uno dentro l’altro
il tutto non passa altrimenti
comportarsi con seduzione 
e lasciarsi con fatalità
alla fine la città
ad ogni ora piena
appartiene al mare.

Johannes Jansen

martedì 3 aprile 2012

(Nella settima notte)

 nel sogno le colline
si allontanano da me. sono
i miei seni. nel sogno
perdo ciò che mi è
stato caro, svanisce
la candela, la calza rosa,
la scarpa e le chiavi. diventerò
cercatrice di funghi. andrò
nei campi, con un cestino. di fronte a me
un cane nero che scava.
piegata, segretamente sul bordo di una
collina, lo vedo, dissotterra
tartufi, il terreno è buio
e selvaggio. In larghe maglie
il mio pullover rosso mi pende sulla
pancia. una mano calda si posa
sul mio orecchio. il mio corpo ritorna
da me. cerniere lampo
scattano su e giù.

Ulrike Draesner

Foto: David Hamilton

lunedì 5 marzo 2012

L' uomo pubblico



L'ho sentito 
al mattino, prima del risveglio, 
gemere e lamentarsi

Di giorno 

conduce e risolve questioni di portata mondiale 
e si fa carico dei problemi del popolo


Di giorno 

decide risolutamente 
dei destini della gente 
ma fino a tarda notte 
stende una pomata che brucia 
sulla sua ferita ardente

Mentre ne cura una 

ne apre un'altra che pulsa

L' ho sentito 

quant' è vero Dio 
gemere e lamentarsi 
al mattino.

Abdulah Sidran

mercoledì 8 febbraio 2012

11

Succede di tutto quando il mescal che bevi è troppo.
Una sera che non avevo mangiato niente
lui continuava a offrirmi da bere. Sono, purtroppo
una tipa che quasi si innamora se si sente riconoscente,
e visto che lui era un gran fico e un sacco
generoso, il minimo che potessi fare,
la bella e la bestia, sale e limone – dolci leopardi di Bacco –
forte e tenero, come più ti piace, fu di farmi baciare,
e quando è arrivato il suo amico mi sentivo così poco pignola
e così generosa che mi sono fatta baciare anche dal nuovo venuto.
È il verme che c’è dentro, ha chiesto allora il compare,
che ti fa fare le cose che ti fa fare?
Non so se intendesse il verme o il tarlo: quello bevuto
nel mescal, o quello che mi rode dentro quando sono sola?

Moira Egan


sabato 14 gennaio 2012

Nevicata con cane

Erano asterischi di cristallo
ad azzerare il fondo della strada, e noi con loro,
ci accarezzava picchiando
sui cappelli a dirci basta, tramutatevi,
non lasciate che tutto questo bianco vi riassorba,
perfino il cane zoppo che vi scorta
puó darsi insegua un'altra idea di sè, più sana,
mentre saltella infreddolito fra le case
e voi che passeggiate accosto ai muri
cercando nelle cose della terra
l'assoluto …

Massimo Morasso


giovedì 29 dicembre 2011

In the Morning you Always come Back

Lo spiraglio dell'alba
respira con la tua bocca
in fondo alle vie vuote.

Luce grigia i tuoi occhi,
dolci gocce dell'alba
sulle colline scure.

Il tuo passo e il tuo fiato
come il vento dell'alba
sommergono le case.

La città abbrividisce,
odorano le pietre
sei la vita, il risveglio.

Stella sperduta
nella luce dell'alba,
cigolio della brezza,
tepore, respiro
è finita la notte.

Sei la luce e il mattino.


Cesare Pavese 

giovedì 22 dicembre 2011

ALLE 3 DI NOTTE

ALLE 3 DI NOTTE


E quando il mio cellulare vibra al buio,
l’occhio verde, alieno, che sbatte e mi sveglia
mi sommuove appena. Il mio passato, prossimo, remoto,
a quest’ora non mi lascia sfuggire.


E’ sbronzo, solo, vuole sentire la mia voce,
anche se penso potrebbe svegliare la moglie
e con lei in persona soddisfare quelle voglie
che gli piace dire gli piacerebbe soddisfare con me.


La notte può scendere pesante, credo lo si sappia,
lenzuola attorte addosso come un cappio.
Non ho più l’età per queste stronzate, di notte o di giorno,
né per essere la sua musa da telefono porno.


Gli dico che non posso parlare, sono in compagnia.
Davvero, queste notti vado a letto con la mia poesia.


(Moira Egan)

domenica 18 dicembre 2011

Champignons

Li incontriamo nel bosco, su una radura:
due spedizioni nel crepuscolo che mute
si osservavano. Tra di noi nervoso
il telegrafico ronzio dello sciame di zanzare.

mia nonna era famosa per via della ricetta
degli champignons farcis. L' ha chiusa con sé nella
sua tomba. Tutto ciò che è buono, diceva,
va riempito di se stesso e poco più.

in cucina poco dopo tenevamo
i funghi all'orecchio e ruotavamo il gambo
in attesa del leggero scatto interno,
alla ricerca della giusta combinazione.

Jan Wagner

giovedì 24 novembre 2011

Poesia d'amore

POESIA D’AMORE



Le grandi notti d’estate
che nulla muove oltre il denaro
filtro dei baci, il tuo volto
un sogno nelle mie mani.

Lontana come i tuoi occhi
tu sei venuta dal mare,
del vento che pare l’anima.

E baci perdutamente
sino a che l’avida bocca
come la notte è dischiusa,
portata via dal suo soffio.

Tu vivi allora, tu vivi,
il sogno ch’esisti è vero.
Da quanto t’ho cercata.

Ti stringo per dirti che i sogni
son belli come il tuo volto,
lontani come i tuoi occhi.

E il bacio che cerco è l’anima.

Alfonso Gatto

martedì 15 novembre 2011

Sono tutto ciò che vedi attraverso i tuoi occhi

Sono tutto ciò che vedi attraverso i tuoi occhi


Sono forte!
Come una pianta in germoglio
Come una gallina fuori dall’aia.
Come il respiro di un bimbo.
Sono forte, davanti al plotone delle ore.
Sono forte come chi sta in fila e non aspetta.
Sono il mucchio di ortiche.
Sono il muro da scavalcare.
Sono come un sasso gettato in mare con noia.
Sono una canzone dedicata alla radio.
Sono il maniaco che si denuda e poi fugge.
Sono un pezzo di scoglio arrampicato di rose...
Sono quel che vedi e nulla di più.
Sono quel che tocchi e tutto ciò che non sai.
Sono qui e qui sarò.
Certo forte
e forse no.


Odea - Mariacristina Brettone